Parigi-Beauvais – Londra - Luigi Rusconi
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Ciclovia   Parigi-Beauvais – Londra

“Avenue Verte”

13 – 25 Giugno 2016

Adele, Silvana, Luigi, Roberto.

 

0 – Domenica 12 giugno

Pomeriggio passato a casa di Luigi per smontare le bici (girare il manubrio, piegare i pedali, smontare ruota anteriore, sgonfiare i pneumatici) e ad imballarle con il cartone (inserita una borsa dentro ad ogni pacco). Caricando i pacchi nella Multipla un pignone sfonda il cartone: non va bene. Scarichiamo, pratichiamo un’incisione, rinforziamo, richiudiamo, ricarichiamo. Lasciamo la Multipla da Luigi per fare meno strada col portellone aperto. Comincia a piovere; il cartone non deve bagnarsi, ripariamo la Multipla in parte dentro il garage e copriamo i cartoni con teli.

 

1 – Lunedì 13 giugno               Rimini – Beauvais (Km. 19)

Con buon anticipo, portiamo le bici alla partenza del pullman-navetta Rimini-Bologna, davanti alla stazione. Scarichiamo i pacchi e parcheggiamo la Multipla (la passerà a ritirare Matteo).

Ore 9.30. Il pulmann è grande; i pacchi ci stanno. Si parte. Siamo carichi e baldanzosi. A Bologna mettiamo i pacchi sui carrelli e ci districhiamo fra gente e valigie; facciamo il ceck in senza problemi e andiamo ai bagagli sovradimensione. Un pacco non passa. Dobbiamo ridurlo. Al ceck in della Ryanair ci avevano assicurato che non c’erano dimensioni da rispettare; che non sarebbe stato necessario neppure togliere la ruota davanti, che al ritorno potremo lasciare la ruota montata. Vabbè: asportiamo parte del cartone, abbassiamo la sella, richiudiamo con lo scotch che avevamo portato dietro. Stavolta passa. Saliamo sull’aereo. Assistiamo con apprensione dai finestrini al carico delle bici con pochi riguardi, ma contiamo sull’abbondante imballaggio.

Ore 13.15. Partenza con volo Ryanair da Bologna e arrivo all’aeroporto Parigi-Beauvais alle ore 15.05. Ritiriamo le bici e le sballiamo nel locale di arrivo dei bagagli. I francesi sono gentili; ci prestano due paia di forbici e si occupano loro di smaltire i cartoni. Fuori dall’aeroporto completiamo il rimontaggio e gonfiamo le ruote con la pompa di Luigi. Ovviamente, le donne non pompano. Roberto e Luigi dopo aver gonfiato 4 ruote a testa sono già spompati. Le bici sembrano tutte a posto, forse i cambi hanno perso un po’ di registro. (Col senno del poi, la bici di Adele ha ricevuto un colpo sul cambio posteriore che ne ha storto lievemente il piano di rotazione; ecco il motivo per cui la bici non cambiava bene).

Dall’aeroporto andiamo in bici a Beauvais (qualche km, in parte ciclabile) e poi all’hotel Kyriad Beauvais Sud (qualche altro km fuori) che abbiamo già prenotato da casa. Sperimentiamo le tracce Gps caricate sul telefonino: funzionano bene. Peccato che in un incrocio critico cominci a piovere e il telfonino non risponda più tanto bene. Chiediamo ad alcuni locali. Fortunosamente arriviamo all’albergo, scarichiamo le borse. Ricoveriamo le bici nella sala Tv. Facciamo la doccia. Non piove più: torniamo pimpanti e con le bici leggere in paese. Visitati (dall’esterno) il complesso di Maladrerie Saint Lazare, molto antico, e l’imponente Cattedrale.

Iniziamo la cassa comune.

Cena hotel Victor in centro (totale 74 euro). Brutto tempo. Partita Belgio-Italia. Luigi si ricorda di aver dimenticato a casa la guida in italiano della Avenue Verte: dovremo fare con quella in inglese.

 

2 – Martedì 14 giugno            Beauvais – Forges-les-Eaux (Km. 65)

Partenza da Beauvais, cielo grigio, nuvole, rischio temporali e pioggia.

Ripassiamo dalla cattedrale che si trova sulla “Avenue Verte”. Dopo il paese comincia la ciclabile asfaltata lungofiume che prosegue tra boschi e campi. I temporali ci fiancheggiano ma ci concedono solo qualche leggera benedizione.

Tappa a Gournay-en-Bray, piccolo paese, abbastanza carino. Al mercato compriamo pane e porchetta che mangiamo in un bar gentile (ci permette di mangiare cibi nostri). Fa un po’ freddo e siamo un po’ umidi, ma c’è anche un po’ di sole.

Arrivo a Forges-les-Eaux.

Hotel De La Paix, vicino al centro, suggerito dall’Uffico turistico; carino, tranquillo. Ha un garage stracolmo dove inseriamo a fatica le bici. C’è un altro garage più libero dove già ci sono altre bici. A noi ci hanno riservato quello stracolmo. Adele battibecca.

Passeggiata per il paese e visita al giardino dietro il Comune dove ci prendiamo tanta di quell’acqua che i nostri due ombrellini non riescono proprio a contenere. Cena a “La Plazza” coi piedi bagnati.

 

3 – Mercoledì 15 giugno         Forges-les-Eaux – Dieppe (Km. 65)

Partenza per Dieppe. Sole e Pioggia a intervalli tutto il giorno. Tappa a Neufchatel-en-Bray (famoso per il formaggio omonimo); acquistato formaggio e aringa.

Incontro inatteso con lo Chateau de Mesnieres en Brais, imponente castello ora adibito a scuola, accanto a un mulino diroccato. Interessante il prato con le caprette e il pavone bianco che ci accoglie con la ruota; molti studenti.

Mangiamo pane e aringa (buonissima) in un momento di schiarita seduti a un tavolino sulla pista ciclabile di una casina molto kitch, straripante di statuine, pupazzetti e oggetti vari.

Ogni tanto una pioggerellina ci accompagna, però, in Francia tutte le ciclabili che percorriamo sono asfaltate. Pascoli verdi e tante mucche. Attenzione a evitare i molti grossi lumacotti arancione che percorrono l’asfalto. Ci accompagnano bellissimi fiori di digitale. Adele buca. Cambiamo la camera d’aria sotto l’acqua.

All’Ufficio turistico di Dieppe le impiegate collaborano pochino; con difficoltà ci trovano un hotel (Touvotel – Brit Hotel Citotel Dieppe). È un po’ lontano dal centro, ma con le bici – pensiamo – si fa presto. Prima dell’hotel andiamo a fare i biglietti per il traghetto. Nessuno condivide l’idea di Roberto di fare la panoramica sulla falesia per andare in hotel; allora torniamo al porto e prendiamo la strada interna che si rivela una lunga salita tosta. In hotel mettiamo le bici in vetrina, nella hall. Adele non ne vuole sapere di tornare in paese in bici. Roberto inorridisce all’idea di prendere il taxi, ma è costretto ad adeguarsi.

Cena di pesce in un ristorante del porto. Passeggiata sul bel lungomare con ciclabili e prato e sulla grande spiaggia di ciottoli di selce e alabastro; in lontananza le grandi falesie bianche. Molto suggestivo. Ogni tanto piove. Dieppe è turistica e molto carina.

 

4 – Giovedì 16 giugno            Dieppe – Seaford (traghetto) (Km. 21)

In bici ci fiondiamo giù per la lunga discesa che porta all’imbarco. In attesa del traghetto (ore 11.30 imbarco, ore 12.30 partenza) facciamo un altro giro sulla spiaggia e andiamo fino al castello di Dieppe.

Sul traghetto conosciamo Lisa, una ragazza Svizzera che viaggia in bici da sola, che avevamo già notata a Forges-les-Eaux. La invitiamo a pranzare con noi, mentre Luigi ripara la gomma di Adele. Il tempo è grigio.

Arrivati a Newhaven dopo 4 ore di traversata proviamo a cercare un albergo. Tutti in fila nel traffico (Lisa ci segue), seguiamo le indicazioni per il centro, in salita, naturalmente. Poi si gira e si scende e ci troviamo al punto di partenza. Avremo sbagliato qualcosa? Stiamo per ritentare quando ci rendiamo conto che il centro è tutto lì: Newhaven è un porto di mare, piccolo e squallido. Decidiamo di proseguire per Seaford (Lisa ci ha già abbandonato, vista la nostra performance). Lungo la bella ciclabile asfaltata intravediamo numerosi conigli selvatici che torneremo ad incontrare nei giorni successivi. A Seaford l’ufficio informazioni è chiuso. Chiediamo in giro. Dopo un paio di tentativi full troviamo l’hotel Wellington (vero english), vicino alla spiaggia.

Ottima cena in hotel. Passaggiata serale nel paese piccolo e pittoresco e in spiaggia che ha gli stessi ciottoli e le stesse falesie bianche di Dieppe.

 

5 – Venerdì 17 giugno            Seaford – Horam (Km. 40)

Verso la campagna del Sussex. Sbagliamo strada e ci inerpichiamo fino a South-Hill-Barn, un bel punto di osservazione sulla falesia. Da qui vediamo le 7 sorelle da lontano (7 insenature?) che era nostra intenzione visitare. Vediamo anche la strada per arrivarci, trafficata e in salita, e decidiamo che ci è bastato averle viste da lontano. Roberto buca la bici e cambia la camera d’aria.

Ripartiamo. Strada stretta e trafficata (4 bici in fila con tanto di borse sono un bell’ingombro; ci sono cartelli che invitano alla prudenza nel sorpasso delle bici e gli automobilisti e i camionisti sono rispettosi e pazienti). Sosta a Alfriston, paese medioevale molto tipico dove ci ristoriamo al negozio di souvenir con black coffee (medium! Un bicchierone di brodaglia scura bollente) e visitiamo la chiesa che è circondata da un itinerario filosofico-letterario (cimitero, percorso a spirale, scritte esistenziali). Il paese è davvero caratteristico.

Comincia a piovere con abbondanza. La ciclabile sarebbe bellissima nel bosco senza la pioggia. Proseguiamo sulla ciclabile N.21 (Cuckoo trail) e ci fermiamo a mangiare sotto un ponte.

Proseguiamo sotto la pioggia e nel fango. Usciamo dalla ciclabile alla ricerca di una camera per la notte. Piove forte e c’è traffico: dobbiamo proprio fare pena. Un angelo in macchina si ferma per aiutarci e ci accompagna al May Garland Inn a Horam; arriviamo bagnati fradici e infangati. Lavaggio e stesa dei panni in camera. Cena nel Pub poco lontano dalle nostre camere. Il posto non è il massimo, ma non è il momento di fare i difficili. Ci consoliamo con 7 belle birre in 4.

 

6 – Sabato 18 giugno             Horam – East Grinstead (Km. 48)

Da Horam ripartiamo asciutti e puliti.

Ripresa la ciclabile 21 attraverso boschi e foreste molto belli ma senza asfalto e con tratti molto fangosi da fare a piedi. Qualche sprazzo di sole.

Meta East Grinstead. Cerchiamo ricovero al centro di informazione nella biblioteca: gli hotel sono tutti esauriti poiché siamo in periodo di matrimoni. Le ragazze si impegnano a telefonare finché ci trovano un B&B a un paio di km dal centro (Great Harwoods Farm): 2 stanze con 3 letti in una e una singola (per Roberto), col bagno in comune. Siamo fortunati perché è una prenotazione che hanno disdetto. La strada è in discesa. Invece della Great Harwoods Farm prendiamo la Great Harwoods Barn e dobbiamo tornare indietro. Elsa, la proprietaria è della Nuova Zelanda. Molto gentile; il marito è torvo e burbero. Adele arriva con la gomma bucata (ancora!). C’è una piccola piscina, una vasca con grossi pesci rossi, un garage, dove Luigi e Roberto sostituiscono la camera d’aria bucata. Poi in camera riparano le due gomma bucate di Roberto e Adele, da tenere di scorta.

Roberto vorrebbe andare in bici al paese, ma non sfonda (bisogna salire!). Andiamo a cena a piedi in un pub (The Old Mill – Dunning’s Rd.) poco distante, attraverso uno stretto sentiero fra le case.

Al ritorno si rompe la maniglia della porta di ingresso alle camere. LUI torvo viene a ripararla chiamato da Silvana che resta coinvolta in un lungo colloquio in spagnolo.

Pagamento 80 GBP in contanti.

 

7 – Domenica 19 giugno        East Grinstead – Redhill (Km. 43)

Colazione buona in una bella veranda. Roberto prova finalmente il porridge (sbobba di avena bollita). Saliamo in paese per recuperare la pista. Il paese è molto pittoresco. Visitiamo la chiesa e il vecchio Sackville college.

Sentiero 21 fino a Redhill. Pista ciclabile nei boschi, sotto la rotta dell’aeroporto di Gatwich.

C’è un po’ di sole. Pranzo al laghetto pieno di ninfee e oche (Riverside Garden park).

Anche a Redhill non è stato facile trovare da dormire. L’ufficio turistico è chiuso; ci aiuta una gentilissima signora alla biglietteria del teatro Arlechin. Dopo un paio di tentativi troviamo posto alla Brompton Guest House, poco lontano dal centro. Un ragazzo gentile ci accoglie e ci mostra le camere. Bici in giardino sotto l’acqua.

Chiesa anglicana con coro e organo. Giro al Luna Park, ma comincia a piovere, per cui andiamo a mangiare al pub Toby Carvery. I nostri ombrellini spiccano fra il disinteresse dei locali per la pioggia: sono tutti in mezze maniche o canottiera mentre noi abbiamo maglia e giacca.

 

8 –  Lunedì 20 giugno              Redhill – London (Km. 29)

Partiamo per Londra con la pioggia. Continua a piovere a tratti, molti sali-scendi e salite ripide, anche sbagliato strada e tratti con traffico, poi ripresa ciclabile ma sentieri pieni di fango e pozzanghere che a volte sembrano fossi. Ci fermiamo in un bar a Coulsdon. Ci asciughiamo e rifocilliamo. La cameriera è italiana, carina, gentilissima, ci dice che c’è una stazione ferroviaria vicino. Decidiamo di prendere il treno fino a London Bridge (nonostante la ferma opposizione del solito Roberto). In stazione il bigliettaio ci indica il binario e il soprapassaggio: una scala infinita! I maschi si caricano le bici con borse di peso. Luigi inciampa e cade sulla sua trombetta scatenando l’ilarità generale. Solo quando le 4 bici sono tutte in cima alla rampa ci accorgiamo che c’è il lift! Un ascensore enorme!

Arriviamo a Londra alle 15 circa e ci dirigiamo al Celtic Hotel (rapporto qualità / prezzo rispetto ai precedenti, scadente). Dobbiamo mettere le bici nel sottoscala esterno, scomodissimo. Un po’ di riposo e stesa dei panni. Viene il sole. Giro a piedi per Londra (Roberto vorrebbe andare in bici). Coven Garden, South Bank, Saliamo sul Coca-Cola London Eye; sequestrato il bellissimo coltello di Luigi nonostante una appassionata lunga battaglia verbale con un dirigente: ha la lama fissa; in Italia è lecita, ma siano in UK; niente da fare. Prima della ruota guardiamo un Film in 3d con riprese dal London Eye. Il paesaggio dalla ruota è davvero fantastico. Arriviamo fino al London Bridge. Cena greca al The Real Greek restaurant. Ritorno in hotel a piedi, stanchi morti.

 

9 – Martedì 21 giugno            Londra (Km. 32)

Colazione scadente e non self-service

In giro in bici per Londra. Sole e nuvole; giornata bella. Visto: Trafalgar Square, Buckingam Palace, St. James Parc, Hyde Parc. Vista la statua di Peter Pan. Pranzo nel prato di Kensinghton garden. Un giro da Harrows, poi Westmister, e ancora South Bank fino a Borough market, London bridge, Tower bridge. Cena sotto la Torre di Londra, di fianco al Tower bridge: cameriera italiana, marchigiana; come tutti gli italiani giovani a Londra ha voglia di parlare italiano.

Nel ritorno spesso sbagliamo strada, alternando pedalate sulla strada e camminate sui marciapiedi. Si gira bene in bici, prendendo confidenza con la sinistra. Certo che 4 bici in fila ostacolano un tantino e il ruggito dell’’autobus che ti morde la ruota posteriore fa un po’ impressione.

 

10 – Mercoledì 22 giugno         Londra

Ancora South Bank. Visita guidata al teatro di Shakespeare (Shakespeare Globe) e alla mostra.

Torniamo al Borough market per il pranzo: mangiato Tai con frutta e gelato 3 bis di Rimini.

Visita rapida alla Tate gallery. Fantastico panorama dal terrazzo della nuova appendice appena inaugurata!

Riposino in hotel e cena ancora a piedi a Cina-town, quartiere Soho, con Crispy Duck (77 UKP)

 

11 – Giovedì 23 giugno          Londra

Visita alla National gallery. Attraversando la City arriviamo fino alla Chiesa di S. Paul (non visitata perché a pagamento). Pranzo nel giardino della chiesa: panino con aringa.

Ci dividiamo: Luigi e Adele vanno a comprare i biglietti per il musical Wicked al teatro Vittoria. Arrivano appena in tempo per evitare un grosso acquazzone. Roberto e Silvana a zonzo. Poi Roberto fa un giro solitario a Reagent Park e si becca tutto il temporale.

Luigi e Adele passano la sera a teatro con andata in metro e ritorno in taxi; cena con l’ultima pizza di Goood Pizza, mangiata per strada e birra prima di rientrare.

Roberto e Silvana in giro ancora a South Bank per l’ultimo fish and chips. Alle 22 sotto il Big Ben aspettando i risultati brexit, ma non succede niente. Una birra al Pub sotto casa per finire.

 

12 – Venerdì 24 giugno          Londra – Bishop’s Storford

Preparati i bagagli, ritrovato fortunosamente il borsello della Silvana al ceck out, partiamo in bici verso la Liverpool station; treno per Bishops Storford – direzione Cambrige (Roberto moccola: quando prendiamo il treno c’è sempre il sole!). Treni belli, salita facile, bagni belli e puliti.

Giornata Brexit: apprendiamo i risultati in mattinata; clima tranquillo e indifferente.

Bishop’s Storford è piccolo e tranquillo. Abbiamo già prenotato al Jolli Breuwer raccomandando di conservarci i cartoni per l’imballaggio di 4 bici (ci rimedierà un paio di scatole di birra!). Pranzo al parco con la consueta aringa affumicata. Nel rientro visitiamo la cattedrale.

Pomeriggio passato a cercare bubble-rub e cartoni nel supermercato, nei negozi, nei bidoni. Imballiamo le bici lasciando la ruota anteriore. Adele e Silvana vanno a fare shopping.

Cena al ristorante messicano Chimichanga

L’ultima birra nel nostro pub (Jolly Brewers Free House Inn).

 

13 – Sabato 25 giugno           Bishop’s Storford – Rimini

Sveglia alle 5,30; alle 6.00 due taxi (normali station vagon: il secondo passeggero si siede sul pianale con le bici!) ci portano all’aereoporto. Carichiamo le bici imballate sui carrelli, tiriamo la leva: i carrelli sono bloccati!. Entrambi!!! Non ce lo aspettavama dagli inglesi però … Spingiamo e trasciniamo faticosamente i carrelli bloccati fino alla macchina imballatrice. Finalmente lasciamo la leva e … i carrelli si sbloccano!!! Maledizione,tutto al contrario fanno gli inglesi!! Con difficoltà incellofaniamo le bici (20 sterline cadauna per ruotarle noi manualmente: nella macchina non girano!). Andiamo a fare chek-in: imballo troppo largo, dobbiamo togliere la ruota anteriore (grrrrrrrrrrrrrr). Sballiamo le ruote e le leghiamo all’esterno dei pacchi alla bene meglio recuperando due rotoli di scotch dagli imballatori.

Finalmente le bici passano. Andiamo spediti al gate. Ai controlli Luigi viene perquisito (forse cercavano il coltello …). Adele passa e lascia il tablet nel vassoio. Viene richiamata da una compiacente poliziotta. Riusciamo a partire (al pelo).

Arriviamo a Bologna verso le ore 12.00. Scesi dall’aereo si sale sulla navetta. Scesi dalla navetta Luigi si accorge di aver lasciato la giacca sull’aereo. Torna nell’aereo con la navetta (che per fortuna deve fare un altro giro) e recupera la giacca. In aeroporto la dimensione delle bici sul carrello provocano il blocco del passaggio in dogana: Luigi, Roberto, Silvana e due bici restano imprigionati fra due porte automatiche in una camera di vetro di 3 x 2 per circa 20 minuti, mentre finanzieri e direzione aeroportuale cercano di liberarli; Adele, unica all’esterno ci guarda come fossimo in un acquario e vorrebbe abbandonarci per andare a prendere un caffè!  Un nugolo di perditempo si assiepa divertito. Solo l’arrivo dell’’elettricista trafelato risolve la situazione. Una dirigente, mortificata, vuole scusarsi ospitandoci in sala vip (ovviamente un inconveniente del genere non si è mai verificato), ma non c’è più tempo: dobbiamo prendere il pulmann per Rimini.

Il pullman è già arrivato ma non ci fa caricare fino a 10 minuti dalla partenza. Non è quello grande che avevamo raccomandato. Due bici le mettiamo in corridoio. Partenza puntuale alle 14.00; traffico; arriviamo alla stazione di Rimini verso le 16.00.

Circa un’ora ancora per sballare, rimontare e rigonfiare le bici in un caldo feroce (che consolida la convinzione già determinata che non valeva la pena portare le nostre bici!). Per di più, la bici di Luigi ha un pedale piegato.

Arriviamo a casa di Luigi dove gonfiamo meglio col compressore e ci laviamo le mani. Silvana e Roberto ripartono per casa loro, ma Silvana sul ponte di Tiberio si accorge che ha lasciato il borsello sul divano di Luigi e torna indietro. È questa l’ultima (dis)avventura di questo viaggio travagliato.

Insomma, le occasioni per risolvere problemi non sono mancate, non abbiamo pedalato molto, non abbiamo avuto incidenti gravi, nessuno è stato male, è stato interessante, ci siamo divertiti. Ma mai più con le nostre bici!