Pressionalta - Luigi Rusconi
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Pressionalta

Cosa fare quando il paziente ha la pressione alta

E’ un mattoncino, ma vale la pena leggerlo

 

   Il riscontro di elevati valori pressori rappresenta una situazione non infrequente in farmacia, che può determinare preoccupazione per lo stato di salute non solo nell’utente ma anche nel farmacista.

   Un primo scenario che si può presentare è quello del cittadino che si misura la pressione in farmacia e riscontra occasionalmente elevati valori pressori (spesso per avere conferma di quelli riscontrati a domicilio o dal medico) senza una storia di ipertensione arteriosa e di trattamento farmacologico.

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   Alcuni pazienti possono riscontrare valori pressori elevati a domicilio perché non sono stati resi esperti dal personale sanitario, oppure utilizzano a domicilio uno strumento non validato o un bracciale di dimensione inadeguata alla circonferenza del braccio. E’ quindi fondamentale che in farmacia la pressione arteriosa sia misurata correttamente, anche per ridurre al minimo un’ ipertensione da camice bianco (almeno due misurazioni consecutive, distanziate di 2 minuti, i posizione seduta, dopo almeno 5 minuti di riposo, in ambiente tranquillo).

   E’ importante sapere che un aumento improvviso della pressione arteriosa può essere anche l’espressione dell’accentuazione della variabilità pressoria causata da condizioni ambientali e soggettive (Tabella 1), che si riconoscono con il termine di “pseudocrisi ipertensive” e si manifestano con un’eterogeneità di quadri clinici, in rapporto al “sintomo” che rappresenta la causa del rialzo pressorio (e non viceversa). Per tale motivo non richiede alcun trattamento se non quello di rimuovere la causa (es. tamponamento di una varice venosa nasale che causa epistassi). Le cosiddette “crisi ipertensive” rappresentano condizioni cliniche caratterizzate da un improvviso e severo incremento dei valori di pressione arteriosa, anche se l’entità dell’aumento non è univocamente definito. La vera crisi ipertensiva od ipertensione parossistica (Tabella 2) è una condizione clinica che è tipica dei tumori secernenti catecolamine (feocromocitoma e paraganglioma), cioè una patologia relativamente rara. Oppure può essere factitia, cioè causata dall’assunzione di sostanze (cocaina, amfetamine, amine simpatico-mimetiche) o dalla brusca sospensione dell’assunzione di simpatico-modulatori come la clonidina. Altre condizioni cliniche possono causare aumenti parossistici della pressione arteriosa come alcune forme secondarie di ipertensione che inducono brusca ritenzione idrosalina (insufficienza renale acuta), oppure che attivano il sistema renina-angiotensina (ipertensione renovascolare); la somministrazione endovenosa di eccessiva quantità di liquidi (nel periodo post-operatorio); la mancata aderenza alla terapia oppure l’assunzione di una terapia non razionale da parte del paziente iperteso. In generale, l’entità dell’aumento della pressione arteriosa non deve essere valutato di per sè, ma essere valutato in base al quadro clinico del paziente e precisamente stabilire se e quanto l’aumento pressorio causi o contribuisca a causare danno acuto agli organi bersaglio e quindi metta a rischio la vita del paziente (Tabella 2). Questi casi di emergenza ipertensiva dovrebbero essere riconosciuti anche dal farmacista per inviare il paziente in strutture di emergenza per la riduzione immediata (nell’arco di ore) della pressione arteriosa e della condizione clinica associata.

   Nei soggetti che all’anamnesi non sono ipertesi, sarebbe solo necessario suggerire al paziente di ricontrollare i valori pressori in un arco di tempo relativamente breve (una settimana). Nel caso di pazienti che siano già ipertesi, il farmacista deve stimolare l’aderenza del paziente alle misure farmacologiche e non ed indirizzare il paziente dal medico di medicina generale, che deve gestire tutte le condizioni cliniche che non rientrano nelle emergenze/urgenze ipertensive rivalutando la terapia in atto (insufficiente? associazioni non razionali?) nell’arco di giorni.

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Lorenzo Ghiadoni
Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Pisa

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Riferimenti bibliografici:

– Mancia G, Fagard R, Narkiewicz K, et al. 2013 ESH/ESC Guidelines for the management of arterial hypertension: The Task Force for the management of arterial hypertension of the European Society of Hypertension (ESH) and of the European Society of Cardiology (ESC). J Hypertens. 2013;31(7):1281-357.

– Muiesan ML et al on behalf of the Working Group on Hypertension, Prevention, Rehabilitation of the Italian Society of Cardiology, the Societa’ Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA). An update on hypertensive emergencies and urgencies. J Cardiovasc Med. 2015;16(5):372-82

Tabella 1. Cause frequenti di rialzo dei valori pressori

  • Emozione (effetto camice bianco)
  • Stati acuti di ansia con sindrome da iperventilazione (pseudovertigini)
  • Reazione emotiva ad epistassi ed emorragia congiuntivale
  • Dolore – Cefalea
  • Vertigini
  • Infezioni acute
  • Squilibri metabolici (ipoglicemia)

Tabella 2. Principali emergenze ipertensive

  • Scompenso cardiaco acuto
  • Edema polmonare
  • Ictus ischemico ed emorragico
  • Attivazione acuta del sistema nervoso simpatico (cocaina, feocromocitoma)
  • Infarto del miocardio
  • Dissezione aortica
  • Eclampsia