Sa-Pa - Luigi Rusconi
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Un giorno a Sa-Pa (Vietnam)

24 – 26 ottobre 2015

Adele e Luigi

Siamo partiti da Ha Noi alla sera in treno per Lao Cai. La cabina era tutta per noi e ci eravamo illusi che avremmo dormito tutta notte. Non fu così. Sbattuti continuamente, si faceva fatica a mantenere una posizione stabile nella cuccetta e quando il sonno sembrava avere il sopravvento, un improvviso scossone riportava alla rumorosa e traballante realtà.

Finalmente alle 5.30 del mattino arriviamo stanchi e assonnati. Aspettiamo che un bar ci renda disponibile qualcosa per colazione. Alle 7 riusciamo a partire in auto per Sa-Pa dove arriviamo dopo un’ora circa.

Per strada le coltivazioni di riso sarebbero state ancor più belle se viste con occhi più “vivaci”.

In hotel la camera non era pronta e abbiamo fatto una doccia nei bagni della palestra.

Il paese ci appariva come un misto di costumi autentici e artigianati per turisti.

Senza ulteriori indugi, siamo partiti per visitare i villaggi delle etnie “Mong Neri” e “Dzao Rossi”. I villaggi erano dei mercati dove le donne vendevano i loro prodotti ricamati.

Dopo pranzo siamo saliti sul monte Hamrong, ma non siamo arrivati in cima perché la foschia nascondeva tutto il panorama. Al ritorno, finalmente, stravolti, in hotel siamo crollati in un comodo letto.

Il giorno dopo era domenica e alle 8.30 siamo partiti per Bac Ha, a 2 ore e 30 minuti di macchina, per visitare il mercato multietnico che si tiene, appunto, ogni domenica. Il mercato era diviso in zone: frutta e verdura, macelleria, poco pesce secco, ristoranti per i locali, ed altri per i turisti, abbigliamento e costumi locali; su un’altura il mercato dei bufali. Una esplosione di colori e di vitalità! Tutto qui ci appariva autentico e lo scambio di prodotti locali richiamava le etnie vicine ben contraddistinte dai loro costumi. La guida che era con noi ci indicava l’etnia dei “H’Mong colorati”, dei “H’Mong a Fiori”, …

Nel pomeriggio lasciamo questa realtà frenetica e composta e raggiungiamo il fiume Chay, attraversando un villaggio Tai. Per strada un gruppo di agricoltori trebbiava il riso e siamo stati attratti dalla loro originalità. Infine al fiume ci siamo imbarcati per una navigazione breve, bella, ma soprattutto fresca.

La nostra breve escursione si è conclusa ripensando alla naturale varietà della natura, alla vivacità dei colori, alle diversità sempre originali e inaspettate, mentre tentiamo di restare sdraiati nella cuccetta del treno in ondulante movimento verso Ha Noi.